Cara Sally,

ti scrivo perché ho bisogno di dirti certe cose. Non sono cose facili da dire e tu sai che riesco a esprimermi meglio se i miei pensieri hanno tempo per riflettere e maturare. Esprimere concetti e sensazioni non è comunque il mio forte. Cliccando a tempo di lumaca sulla tastiera, i pensieri hanno il tempo di cristallizzarsi e le emozioni di diventare parole.

Ti ho osservata in queste ultime settimane… anzi, mesi… e ho notato delle cose che mi hanno fatto riflettere. Per favore, non sentirti giudicata, non è questa la mia intenzione. Desidero dal profondo del mio cuore aiutarti e sostenerti sul tuo cammino. Vedo le tue lacrime, vedo la tua sofferenza quando nessuno sembra notarla. Vedo il vuoto, la solitudine che stai provando. Ti capisco e ti sono vicina. So cosa significa essere nella tua situazione. Ci sono stata pure io. Non una volta, nemmeno due ma innumerevoli volte.

Lettera vintage

Le mie parole non sono qui per sminuire il tuo dolore. Anzi, lo prendo sul serio. Voglio sostenerlo, capirlo e trasformarlo in qualcosa di stupendo. Sai, sono convinta che ogni dolore, anche il più pesante, non è qui per niente. Vuole mostrarti qualcosa che nella tua vita non va ancora per i versi giusti. E poi l’hai già sperimentato pure tu con la depressione; dopo la notte arriva sempre il giorno. Le lezioni che hai imparato non le vorresti dare indietro. Sono preziose e sembra assurdo ma poi sei grata di aver potuto sperimentare la depressione. Mi sbaglio? Credo che l’hai scritto pure in un blogpost.

In questi mesi ho notato che ti stai nascondendo e la domanda che mi sono subito posta è: ma da cosa ti nascondi? Dalle persone accanto a te? Forse da te stessa? Se così fosse, perché lo fai?

Dimmi pure se mi sto sbagliando. Forse è solo un’impressione ma da fuori sembra proprio che ti sei nascosta dietro mura di ferro. Sembri distante, non ti riconosco. Non vedo più la ragazza spontanea e spensierata di un tempo. Ricordi come ridevi e scherzavi con tutti senza pensare troppo a ciò che coloro che ti stavano accanto pensavano? Ricordi come emanavi gioia di vivere a tutti? In moltissimi ti dicevano che sei una persona così solare e aperta. Contagiavi ognuno con il tuo sorriso, la tua spontaneità, il tuo  modo di essere. È ancora così?

Non voglio certo fare la drammatica, non è nella mia natura, ma vorrei farti riflettere. Certo, anche adesso ti vedo spesso scherzare con i tuoi colleghi di lavoro o con persone che incontri per caso ma in ciò che dici e fai si percepisce un distacco, qualcosa che ti blocca. Possibile che questa cosa sia il muro che hai costruito intorno a te?

Hai voglia di ragionare con me? Ricorda, ciò che dico non lo dico per ripicca, per farti del male o per orgoglio. Lo dico perché ti voglio bene, tutto qui. 

Il muro di cosa è fatto? Con cosa hai costruito la tua prigione? Eh sì, per me sembra proprio un posto brutto in cui vivere perché come la gente accanto a te non vede te, nemmeno tu riesci a vedere loro e le gioie che ti fanno. Inoltre, nemmeno le sensazioni e emozioni non riescono a passare attraverso. Quando qualcuno vuole farti del bene o ti dice una parola gentile con tutto il suo cuore l’unica cosa che raggiunge è il muro e non il tuo cuore. Quanto deve essere brutto e doloroso per te vivere tra le tue mura…?! C’è così tanto là fuori che ti sta aspettando. Sì, sta aspettando te.

Ma torniamo alla domanda iniziale. Di cosa è fatto il tuo muro? Conosco la tua storia, l’ho vissuta da vicino. Ho visto le tue ferite, ho visto le mille delusioni che hai dovuto subire, ho visto il tuo dolore, i tuoi attacchi di panico, le circostanze sfavorevoli che hai dovuto subire,… le ho viste tutte e mi vengono le lacrime solo a pensarci. Non è stato facile per te. Sopratutto se penso alle tue relazioni. Sei stata abbandonata molto spesso. Troppo spesso. Nessuno merita di essere trattato così. NESSUNO. Nemmeno te. So che non sei d’accordo su questo. I tuoi pensieri sono ancora spesso molto negativi a questo riguardo. Credimi, non meriti di essere trattata così. Ora mi dirai “e ma in una relazione si è sempre in due”. Certo, la penso come te, ma tu ritieniti responsabile della tua parte e lascia l’altro 50% alla persona in questione. Non prendere tutta la colpa su di te. Non sprofondare nei tuoi sensi di colpa quando non ne hai nemmeno il motivo. Affronta il 50% della tua colpa e vai avanti. Lo so, è facile da dire ma da fare è più difficile.

Il tuo muro è sicuramente fatto pure di queste delusioni che hai dovuto vivere con persone che ti hanno ferita, maltrattata, abbandonata. È facile perdere la fiducia nelle persone con il tuo passato. Dai, siamo sincere, hai avuto sfortuna in questo ambito. Non hai mai trovato vere amicizie ma questo non significa che non esistono. Non generalizzare pensando che ormai la vera amicizia non esiste e non si ci si può fidare delle persone. Non arrenderti. Non chiuderti nella tua prigione perché se ti nascondi nessuno ti potrà vedere e la probabilità di trovare un’anima gemella diminuisce. Il tuo cuore ha così tanto da dare e ha così tanto bisogno di ricevere. Lascia che riceva.

I mattoni del tuo muro sono pure fatti di paura. Adesso ti vorrei abbracciare perché so quanto ti fa male parlarne…

 

… la seconda parte segue domani

 

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