È certo. Ho la migliore psicologa del mondo. Ne ho avute molte negli ultimi 7 anni (o erano di più??) ma da lei mi sento capita e presa sul serio e la cosa che più mi fa bene e mi porta avanti è che certe volte picchia sul tavolo (non veramente tranquille) e mi dice “eh no Salomé, sei proprio sicura di ciò che stai dicendo?”. Sono in questi momenti che la mia struttura di pensiero si sviluppa/migliora e io realizzo che forse non dovrei credere in tutto quello che credo.

Uno di questi momenti è stato quando la psicologa mi ha detto “È possibile che vivi con un costante “e se” ?”.

BAM, ILLUMINAZIONE

Aveva ragione! Vivo con un costante “E SE”. E sapete cosa significa? Ogni cosa che faccio o che voglio fare è accompagnato da un pensiero tipo:

  • e se il tram si scontra con una macchina?
  • e se starò male?
  • e se questo dolore è per via di un cancro?
  • e se durante le vacanze dovessi stare male?
  • e se adesso ricevo una chiamata in cui qualcuno mi dice che è successo qualcosa di grave?
  • e se ho un infarto?
  • e se…
  • e se…
  • e se…

Capite cosa succedeva (e succede tutt’ora) nella mia mente senza che me ne rendevo/rendo veramente conto?

Costruisco castelli di sabbia dell’orrore e mi blocco ancora prima di partire.

Credo che siamo d’accordo che questa abitudine del pensiero non è né costruttiva né sana. E allora come faccio a toglierla?

Ecco qui due metodi che sto utilizzando e che possono aiutare pure voi se avete il mio stesso problema:

Prendiamo coscienza

Poniamoci spesso durante la giornata queste domande: “Cosa sto pensando?” ,”C’è un “e se” in quello che penso'”, “Se sì, perché?”. Essere cosciente di ciò che pensiamo ci aiuta a controllare la nostra mente e di conseguenza possiamo affrontare il problema chiamato “e se”.

Parliamone

Parlare con qualcuno aiuta. Non è un segreto. Anche in questo caso raccontare i nostri “e se” ad una persona di cui ci fidiamo può fare miracoli e aiutarci a lasciare andare i nostri pensieri negativi e distruttivi. Un feedback da fuori e da una persona amica che ci vuole bene ci può cambiare la prospettiva e abbattere i nostri “e se”.

Spero veramente che questi metodi vi possano aiutare come lo stanno facendo con me. Non è sicuramente un cammino facile ma ne vale la pena perché vivere con un costante “e se” è pensate e distruttivo e credetemi, so di cosa sto parlando!

Con affetto

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